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dry hopping

Il dry hopping è una tecnica che si usa per
dare alla birra aromi e profumi molto intensi, inserendo del luppolo
fresco direttamente durante la fermentazione. Questa aggiunta può
essere effettuata durante la prima fermentazione, la seconda fermentazione
oppure direttamente nelle bottiglie.
Grazie al fatto che gli aromi volatili del luppolo
non vengono dispersi durante la bollitura del mosto, il beneficio
del dry hopping è che possiamo infondere alla birra degli
aromi non replicabili altrimenti.
La mancata bollitura, ad ogni modo, è anche
un potenziale inconveniente del dry hopping. Infatti, non essendo
stato bollito, il luppolo non è sanitizzato. In realtà,
il luppolo non è un veicolo ottimale per i batteri, inoltre
se viene introdotto durante la fermentazione primaria i potenziali
batteri non avranno vita facile a causa dell’attività
vigorosa dei lieviti mentre se viene introdotto durante la fermentazione
secondaria, l’alto contenuto di alcol e il basso livello di
ph del mosto dovrebbero sopprimere la minaccia di crescita di batteri.
Il credo convenzionale è che l’inserimento
alla prima fermentazione non sia ottimale, a causa dell’ebollizione
dell’anidride carbonica prodotta nel periodo in cui i lieviti
lavorano a tutta forza. Le conseguenze sull’aroma potrebbero
infatti essere simili a quelle della bollitura del mosto. Chi sceglie
il dry hopping durante la fermentazione primaria solitamente ne
utilizza una quantità leggermente maggiore rispetto a quella
che si userebbe con l’inserimento del luppolo nella fase successiva.
Come noto, il luppolo è disponibile in foglie
(coni), pressato (plugs) o in pastiglie (pellets). I plugs sono
nati appositamente per il dry hopping e hanno il vantaggio si essere
facili da utilizzare. I pellets sono più efficaci ma potrebbero
causare una reazione improvvisa, con produzione di schiuma e annesso
trabocco di mosto, inoltre non è facile filtrarli, essendo
composti di una polvere molto fine. Coni e plugs galleggiano sul
mosto, mentre i pellets solitamente affondano. Questi ultimi, essendo
più trattati, potrebbero anche aver perso alcuni dei loro
originari aromi volatili.
L’efficacia del luppolo dipende dalla superficie
che di esso va a contatto con il mosto. sorge quindi il dilemma
se metterlo in un hop bag o lasciarlo libero. L’uso di hop
bags rende più facile la rimozione del luppolo e consente
di mandare a fondo anche le foglie e i plugs (basta chiudere il
luppolo in un sacchetto zavorrato con acciaio inossidabile). D’altro
canto, poiché il luppolo tende ad espandersi quando si bagna,
il sacchetto potrebbe ostacolarne l’aumento di volume. Inoltre,
l’hop bag potrebbe essere poco permeabile, impedendo un bagno
completo del luppolo nel mosto e, quindi, la desiderata trasmissione
di aromi. Se ciononostante scegliete di insacchettare il luppolo,
è bene che ne aumentiate le dosi di circa il 10-15%.
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