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all grain
Col metodo "tutto grani" si rinuncia a
qualsiasi scorciatoia, diventando unici protagonisti della trasformazione
dalle materie prime al prodotto finito. Per chi vuole spingersi
oltre, non resta che passare alla coltivazione del luppolo (come,
ad esempio, fanno i matti della Frau Blucher Beer), la coltivazione
e la maltazione di orzo, l'allevamento dei lieviti.
| Prima operazione (e primo strumento necessario):
la macinatura del malto. Poichè le quantità necessarie
sono considerevoli, un mulino bisogna per forza comprarselo! |
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| Seconda operazione: il mashing. Si contano tre litri di acqua
per ogni chilo di grano (quindi il secondo strumento necessario
è una pentola da almeno 60 litri, visto che poi dovrà
bollire...) e si mettono sul fuoco. Portata l'acqua alla temperatura
necessaria, solitamente intorno ai 55°, si versano i grani
e si aspettano 20 minuti per la proteolisi (primo step). |
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| La saccarificazione. Si aumenta la temperatura fino a 65°,
per estrarre gli zuccheri facilmente fermentabili, o fino a
70°. Nel primo caso si ottiene un mosto più fermentabile
e, quindi, una birra più secca; viceversa si ottiene
una birra più corposa e meno alcolica. La durata totale
della sosta (che si può fare in parte a 65° e in
parte a 70°) è di circa un'ora. |
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| Il test della tintura di iodio. Se il colore resta rosso significa
che tutti gli amidi si sono trasformati in zuccheri e, quindi,
possiamo andare avanti, altrimenti bisogna aspettare ancora
un po'. Procedendo, bisogna effettuare il mash out: si porta
il mosto a 78° e poi ci si ferma per altri 10 minuti. |
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| La filtrazione. Terminato il mash out, si versa il tutto nel
lauter bin (altro strumento necessario), un contenitore dotato,
sul fondo, di una griglia filtrante: le trebbie restano e il
"succo" scende. |
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| Ecco le trebbie che riposano in pace. |
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| Il primo liquido è particolarmente torbido, quindi
è consigliabile raccoglierlo a parte e rigettarlo nel
lauter bin, per filtrarlo nuovamente. |
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| Lo sparging. Si può scegliere tra batch sparge e fly
sparging. Nel primo caso si butta tutta l'acqua di sparge (sempre
alla temperatura di 78°) nel lauter bin, si mescola e si
filtra; nel secondo caso invece l'acqua va versata facendo attenzione
a muovere il meno possibile i grani (se non volete comprare
un innaffiatoio rotante, potete accontentarvi di uno scolapasta,
alluminio bucherellato o quant'altro). |
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| La cottura. Una volta portato a ebollizione l'estratto di
malto, si procede con la luppolatura: un'ora per l'amaro e 15
minuti per l'aroma. Infine, si aggiungono gli ingredienti extra
(spezie, odori, frutta, etc. ), negli ultimi 5 minuti di bollitura. |
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| Il raffreddamento. Prendete la vostra serpentina di rame (e
con questa si chiude la lista degli strumenti necessari) e raffreddate
il liquido fino alla temperatura necessaria per la fermentazione
(circa 24° per l'alta, meno per la bassa). |
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| Questa fase deve essere rapida: possibilmente, lunga giusto
il tempo di un autoscatto; realisticamente, non più di
mezz'ora. |
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| Il secondo filtraggio. Passate al setaccio il mosto raffreddato,
in modo da raccogliere il luppolo e gli altri eventuali ingredienti
che avete fatto bollire. |
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| L'ossigenazione. Per dare uno sprint ai lieviti, prima di
versarli e chiudere il rfermentatore, ossigenate il mosto. Per
farlo, è sufficiente travasarlo allegramente per 3 o
4 volte. |
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